Vinicio Capossela inviterà i madrileñi a tenere vivo il ‘golfo’ che è’ in loro

Il 4 febbraio Vinicio Capossella arriva in Spagna, per presentare il suo ultimo album, Rebetiko Gymnastas. La sala Joy (C/ Arenal, 11) di Madrid si trasformerà in una taverna greca, per accogliere la sua grossa grassa band italo-greca. L’artista italiano ci ha concesso un’intervista. Ed è stato fedele al suo stile: poetico, e a tratti ironico.

Manolis Pappos bouzouki, VinicioCiao Vinicio, il tuo incontro con il rebetiko – un genere musicale ellenico nato negli anni ’20 – inizia in Grecia nel ‘98. Non è un caso che Rebetiko Gymnastas abbia visto la luce giusto negli anni della crisi economica greca. C’è un certo desiderio di riscossa verso questa cultura che è la culla della nostra civiltà?

La prima cosa e’ stata la seduzione della musica. Una musica che ,come certe pagine di Celine, ti fa sentire di quanto hai mancato il bersaglio, ti costringe ad accende una sigaretta, a soffocare una lama con un’altra lama. Con quello che sta succedendo ora, il rebetiko acquista un rinnovato significato, il senso dell’indisciplina, della renitenza alla leva, a cui allude il termine Rebet, e il fantasticare, il contemplare, dal verbo remvome, l’ostentazione di un codice di comportamento, ne fanno una musica politica, di resistenza individuale.

Che cosa senti quando interpreti il rebetiko?

Il mio modo di interpretare e’ prendere canzoni mie e di altri che hanno dentro una quantità di conti in sospeso e cantarle, suonando con musicisti di rebetico come il grande Manolis Papos. Mi piace ascoltarlo mentre suona. Sono loro i rebetes, non io.

Ascoltando Rebetika Ginnastica su Radio 2, mi è piaciuta la definizione di Theodora sulla ricchezza emotiva intesa come la capacità di lavorare su se stessi e non stancarsi mai di farlo, e soprattutto intesa come la capacità di arrabbiarsi. Quanto ti arrabbi? Che cosa sono le cose che ti fanno arrabbiare di più?

Mi fa arrabbiare l’indecisione, il marcire. I lavori fatti male. Mi fanno arrabbiare Le cose stupide. Mi fa arrabbiare guardare la televisione. La fiducia mal ricambiata.

Sei anche tu un pò mangas?

Tutti abbiamo dentro il mangas, anche se i veri mangas non esistono più. Sono finiti sotto le rotaie , come recita una canzone. La ginnastica serve a tenerlo in vita, fortificarlo.

Mi piace la tua idea di considerare il luogo come un elemento fondamentale della musica e di ritenere alcune musiche compagne dell’anima a tavola. E volevo proporti un piccolo gioco (indispensabile rispondere d’istinto): quale dei tuoi brani è il miglior compagno della tua anima a tavola?

Non ascolto miei brani a tavola. Pena de l’alma può andare bene, può spingere a bere e a spaccare piatti. Oppure Al veglione buono per le tavolate da festa da sposalizio.

Mi piacerebbe conocere qualche anneddoto divertente legato a questa collaborazione musicale italo-greca, c’è stato qualche misunderstanding culturale?

Ho chiesto una volta a Papos, che è statuario, fuma anche mentre suona, immobile. Tu pratichi qualche sport? Qualche ginnastica? Ha risposto: tossisco.

Come cerchi di ricreare durante i concerti quell’idea di simposio e di incontro comunitario, che appartiene al rebetiko?

Suonando in posti dove si possono avere le mani e i piedi liberi.

Stai preparando qualche dedicatoria speciale per il pubblico spagnolo?

L’invito a tenere vivo il golfo che è’ in loro.

Conosci qualche gruppo di rebetiko spagnolo?

Non ancora.

A marzo uscirà il documentario sulla Grecia e il rebetiko, che hai girato insieme al regista Andrea Segre. Puoi anticiparci qualcosa di quello che vedremo sul grande schermo?

È girato in Atene, Salonicco, Ikaria e Creta, nel periodo delle elezioni di giugno. Non è’ proprio un film sul rebetiko e la Grecia, piuttosto una riflessione su cosa stiamo diventando a mezzo di una musica dalla forza eversiva.

Si distribuirà on line, sui circuiti ufficiali o su entrambi i canali? Quién sabe..

Come ci si sente ad essere uno dei migliori interpreti italiani e uno de più apprezzati all’estero? Si prova una certa ansia da prestazione?

Mio padre una volta mi ha definito con queste parole: peggio di così non poteva venire, meglio di così non poteva venire. Cerco di tenere fede a questa definizione.

Che progetti hai per il futuro? Continuerai a collaborare con la radio?

Ho scritto un libretto di appunti su questi viaggi e questa musica. L’ho chiamato tefteri . Si chiama così in greco il libretto del negozio di alimentari dove vengono appuntati i debiti, dove si segnano i conti. Ho intenzione di pubblicarlo.

L’ultima domanda proviene dal facebook de LaMadridMorena. Federico ti chiede cosa ne pensi di Depardieu e della sua cittadinanza russa. Se l’Italia chiedesse uno sforzo di uguali dimensioni ai possessori di grandi ricchezze, a quale paese chiederesti la cittadinanza? 🙂

Non rientro in quella categoria, ma se dovessi evadere seguirei le orme del grande Cyrano. Il continente russo!!! Il paese del grande Vladimir Vitsoski ! Potrei chiamarmi Venecka, e partirei da Moska e andrei a sparire a Petuski…come il grande Venedikt Erofeev.idi Venecka… Idi..

Se sei un italian@ a Madrid o verrai in questa città per presentare i tuoi progetti professionali o artistici, scrivi a  morenamorante@gmail.com, saremo lieti di conoscerli e di diffonderli!!

En este enlace podéis leer la entrevista en castellano.

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